“Ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo dei miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” Mt 25,40
Giugno 9th, 2007Esorbitante è l’ammontare degli interventi magisteriali, inadeguati ed insufficienti alla realtà.
Esorbitante è l’ammontare degli interventi magisteriali, inadeguati ed insufficienti alla realtà.
Stefania.
DI SEGUITO TUTTO CIO’ CHE HO TROVATO SULLA STAMPA DI OGGI
”Processo unilaterale contro la Chiesa” Santoro: “Ieri sera abbiamo avuto una prova di grande civiltà” ROMA - “Un processo unilaterale contro la Chiesa”, “un nuovo esempio di tv spazzatura”: sono particolarmente dure, soprattutto da parte di esponenti della Cdl, le critiche verso Annozero, il programma di Michele Santoro trasmesso da Raidue che ieri ha messo in onda il video della Bbc sui preti pedofili. La trasmissione ha registrato tuttavia un vero e proprio record di ascolti, è stata seguito da 4.781.000 spettatori con il 21,01% di share. Si tratta del risultato migliore da quando Santoro, il 14 settembre dello scorso anno, è tornato in tv. La prima puntata di Annozero, dopo oltre quattro anni di assenza di Santoro dal piccolo schermo, fu seguita da 3.794.000 spettatori con uno share del 15,97. “Ieri sera ho provato un infinito dolore guardando la trasmissione di Santoro - afferma il coordinatore nazionale di Forza Italia Sandro Bondi - Ciò che per il popolo italiano e per tutti i fedeli nel mondo, da millenni, è una istituzione e una comunità che ogni giorno testimonia l’amore per l’uomo e per i più deboli, è stata sottoposta ad un processo unilaterale e presentata come una minaccia per i bambini”. “Santoro ieri sera ha fornito un nuovo esempio di tv spazzatura - accusa il segretario dell’Udc Lorenzo Cesa - Pur di recuperare ascolti e credibilità irrimediabilmente persi, il conduttore tenta la strada del sensazionalismo, spacciando reportage vecchi e costruiti sulla base di pregiudizi come scoop giornalistici. Purtroppo per lui, la visione del programma svela la miseria dell’operazione”. “E’ grave - conclude Cesa - che il direttore generale Cappon e il direttore di rete Marano abbiano autorizzato un’operazione di così basso profilo,che aveva l’unico scopo, fortunatamente fallito, di colpire la Chiesa cattolica”. “La completezza dell’informazione esige che la Rai informi anche su quanti milioni di bambini sono salvati dall’opera caritatevole della Chiesa. Solo la fermezza di monsignor Fisichella, ospite evidentemente imposto a Santoro, ha documentato un falso grossolano come quello acquistato dalla Rai con i soldi del canone versato dai cittadini italiani”, chiede il senatore di An Francesco Storace. Santoro “si sciacqui la bocca prima di parlare del Santo Padre. Stasera c’è stato un attacco alla Chiesa. La Rai mi fa vergognare” afferma Roberto Calderoli, vicepresidente del Senato e coordinatore delle Segreterie Nazionali della Lega Nord. “La trasmissione Annozero di questa sera - sostiene il senatore - è stata un vero attacco in campo aperto nei confronti di Papa Ratzinger e della Chiesa: si è utilizzato un filmato che ha raccolto i casi di mele marce in tutto il mondo, abilmente pre e post confezionato da Santoro, con un cocktail preparato ad arte per gettare la croce addosso alla Chiesa”. “Ieri sera abbiamo avuto una prova di grande civiltà”, replica Michele Santoro stamane dai microfoni di Radio Città Futura. “Monsignor Fisichella - aggiunge il giornalista - ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti”. (1 giugno 2007) - La Repubblica __________________________________________________________________________________________________________________________________ Preti pedofili, in onda il video Santoro: solo casi singoli. La Sir (vescovi): sciacallaggio. Poi precisa: giudizi non nostri ROMA - «Chiudevo gli occhi, voltavo la testa dall’altra parte e aspettavo solo che tutto fosse finito». È la voce di un ragazzo abusato da bambino da un sacerdote quella che scuote lo studio di Annozero. È la parte più scioccante del documentario sui preti pedofili, trasmesso dalla Bbc nell’ottobre del 2006 che fino a ieri sera molti non volevano che fosse trasmesso in Italia. Polemiche durate giorni e andate avanti oltre il termine della trasmissione. «Un’operazione di sciacallaggio mediatico contro la Chiesa e il Papa» lo definiva ieri la Sir, agenzia dei vescovi, precisando, dopo repliche polemiche, di aver citato parole del Copercom (il Coordinamento di 23 associazioni per la comunicazioni). Mentre dalla Cdl c’era chi parlava di «squallidi attacchi alla Chiesa» o di «mele marce raccattate in tutto il mondo». E dal centrosinistra c’era chi denunciava invece una voglia di «censura preventiva». A confrontarsi in modo serrato in studio, assieme al prete anti pedofili don Di Noto e Luigi Odifreddi, Colm O’Gorman autore del documentario, convinto che la Chiesa abbia la responsabilità di aver girato la testa troppo a lungo, e monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia università lateranense che ha smentito la presunta «omertà»: «Si prova una profonda tristezza» di fronte a casi come questi, «ma dire che la Chiesa finora ha vissuto solo di bugie è una grossa menzogna». Santoro arriva in studio con il vento in poppa. «È solo grazie a Fini che siamo andati in onda. L’aver detto a Ballarò che non ce l’avremmo fatta ci ha favorito» ha appena ironizzato in camerino. L’ha spuntata. E si sente tornato «ai tempi della staffetta con Costanzo sulla mafia. L’ho anche chiamato. Si è un po’ commosso. Anche allora c’erano attacchi duri. Ma nessuno si sognava di chiederti prima la scaletta». Si preoccupa più volte di precisare che quelle del video sono «storie singole». Ma quelle descritte dal documentario sembrano tutte tragicamente uguali. In Irlanda, negli Stati Uniti, in Brasile. A volte a raccontare i sorrisi di invito, la violenza e il segreto imposto sono le stesse vittime. In un caso lo stesso stupratore reo confesso. Ci sono nomi di chi abusava e dei vescovi che proteggevano i violentatori. Ma sotto accusa è la Chiesa. E la direttiva «Crimen sollicitationis» che, accusa Odifreddi, «prevedeva la scomunica per chi rivelava gli abusi». «Un grande fraintendimento — spiega monsignor Fisichella —, è solo un segreto processuale ed equivale al silenzio che il magistrato chiede quando è in atto un’inchiesta». E poi, rispondendo alle critiche che continuamente vengono fatte alla direttiva dell’allora capo della Congregazione, il vescovo Ratzinger: «Dire che Ratzinger non ha fatto nulla è profondamente falso. Quelle persone sono state tolte dalla Chiesa». E altre storie le offre Santoro in studio. Le vittime di don Cantini, un sacerdote ora ultraottantenne, che convinceva i bambini di essere gli eletti di Dio. «Non voglio sentire la loro tristezza, voglio che mettano in atto qualcosa perché non accada più», reagisce Colm O’ Gorman, autore del documentario. Virginia Piccolillo 01 giugno 2007 - Corriere ____________________________________________________________________________________________________ Fisichella: “I preti non sono tutti delinquenti” ROMA Il popolo cristiano deve sapere «che i preti non sono tutti come quei quattro delinquenti che sono lì davanti a noi…». È durissimo mons, Rino Fisichella quando commenta le immagini e le parole dei preti pedofili mostrate dal documentario della Bbc durante Annozero. «È questo il messaggio che vogliamo dare al popolo cristiano». Un messaggio rappresentato dal fatto che la Chiesa, con il nuovo Codice di Diritto canonico del 1983 e con l’istituzione nel 2001 del Tribunale supremo voluto da Giovanni Paolo II per giudicare alcuni casi di estrema gravità, ha individuato i tre crimini peggiori a giudizio della Chiesa di Roma, e cioè quelli contro il sacramento dell’Eucarestia, quelli contro il sacramento della Confessione e, infine, quelli relativi alla pedofilia . Aver individuato questi casi come i peggiori «è il segno della preoccupazione che abbiamo, è il segno del messaggio che vogliamo dare al popolo cristiano». Mons. Fisichella ha detto anche che «si dimentica che ci sono persone ridotte allo stato laicale, una volta dimostrata l’accusa», da parte di questo Tribunale supremo di cui egli stesso è componente perchè i giudici che ne fanno parte - ha spiegato - «sono per diritto i padri della Dottrina per la fede, ed io sono uno di questi padri. Abbiamo giudicato». SANTORO: «FISICHELLA BATTE LA NOSTRA POLITICA 3-0» «Ieri sera abbiamo avuto una prova di grande civiltà.» Così Michele Santoro, ai microfoni di radio Città futura, a proposito della puntata di Annozero in cui è andato in onda il documentario della Bbc sui preti pedofili. «Monsignor Fisichella ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perchè si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti», ha detto il giornalista. Santoro ha proseguito: «Monsignor Fisichella batte la nostra politica 3 a 0. Ci è voluto tanto ma alla fine lo abbiamo trasmesso questo documentario. Segno che quando noi rispettiamo le regole e le condizioni professionali di lavoro i risultati si vedono. Se questo non lo facessimo solo in pochi ma tutti i giornalisti Rai è chiaro che la situazioni informativa del paese sarebbe di gran lunga migliore. Ho sempre sostenuto che il servizio pubblico è ciò che il mercato non riesce a fare spontaneamente. Quindi il servizio pubblico deve essere più informazione, più dibattito, più polemica, più spregiudicatezza e più creatività altrimenti non ha senso parlare di servizio pubblico. Ogni volta che si verifica un episodio tutti si schierano soprattutto per un pregiudizio politico invece noi dobbiamo dibattere, discutere e parlare. Non devono esserci tabù riguardo a questo.» da LA STAMPA ____________________________________________________________________________________________________________________________________ Record di ascolti per ‘Annozero’. Santoro: ”Prova di grande civiltà” Oltre 4 milioni e 700mila spettatori per la puntata in cui è andato in onda il documentario della Bbc sui preti pedofili. Il giornalista: ”Da Monsignor Fisichella un segnale alla politica italiana e una capacità di ascolto straordinaria”. Ma la Cdl va all’attacco. Bondi parla di ”processo contro la Chiesa”, Cesa di ”nuovo esempio di tv spazzatura” Roma, 1 giu. (Adnkronos/Ign) - Oltre 4 milioni e 700mila spettatori (per l’esattezza 4.781.000) hanno seguito ieri sera la puntata di ‘Annozero’ in cui è andato in onda il documentario della Bbc sui preti pedofili. Un ascolto record per il programma d’informazione di Michele Santoro che ha ottenuto il 21% di share. ”Ieri sera abbiamo avuto una prova di grande civiltà - ha detto Santoro ai microfoni di radio Città futura -. Monsignor Fisichella - sottolinea il giornalista - ha dato un segnale che se la politica italiana sapesse raccogliere ci porterebbe in una situazione decisamente più favorevole perché si è confrontato in campo aperto. Ha detto la sua ma ha dimostrato anche una capacità di ascolto straordinaria anche rispetto a situazioni sconvolgenti”. ”Monsignor Fisichella batte la nostra politica 3 a 0 - rimarca Santoro -. Ci è voluto tanto ma alla fine lo abbiamo trasmesso questo documentario. Segno che quando noi rispettiamo le regole e le condizioni professionali di lavoro i risultati si vedono. Se questo non lo facessimo solo in pochi ma tutti i giornalisti Rai è chiaro che la situazione informativa del Paese sarebbe di gran lunga migliore. Ho sempre sostenuto che il servizio pubblico è ciò che il mercato non riesce a fare spontaneamente. Quindi il servizio pubblico deve essere più informazione, più dibattito, più polemica, più spregiudicatezza e più creatività altrimenti non ha senso parlare di servizio pubblico. Ogni volta che si verifica un episodio tutti si schierano soprattutto per un pregiudizio politico invece noi dobbiamo dibattere, discutere e parlare. Non devono esserci tabù riguardo a questo”. Il dibattito sulla trasmissione del video però non accenna a placarsi. “Ieri sera ho provato un infinito dolore guardando la trasmissione di Santoro - commenta Sandro Bondi, coordinatore di Forza Italia -. Ciò che per il popolo italiano e per tutti i fedeli nel mondo, da millenni, è una istituzione e una comunità che ogni giorno testimonia l’amore per l’uomo e per i più deboli, è stata sottoposta a un processo unilaterale e presentata come una minaccia per i bambini”. Anche per An si è trattato di un attacco alla Chiesa. ”La performance di Santoro ha rafforzato il mio convincimento che quel filmato non andava neanche acquistato dalla Rai - commenta il presidente della Commissione parlamentare di Vigilanza sulla Rai, Mario Landolfi - perché finalizzato ad attaccare la Chiesa in quanto istituzione e il Papa in quanto suprema autorità morale e spirituale del mondo cristiano”. “Santoro ieri sera ha fornito un nuovo esempio di tv spazzatura - è il giudizio lapidario di Lorenzo Cesa, segretario dell’Udc -. Pur di recuperare ascolti e credibilità irrimediabilmente persi, il conduttore tenta la strada del sensazionalismo, spacciando reportage vecchi e costruiti sulla base di pregiudizi come scoop giornalistici. E’ grave che il direttore generale Cappon e il direttore di rete Marano abbiano autorizzato un’operazione di così basso profilo, che aveva l’unico scopo, fortunatamente fallito, di colpire la Chiesa cattolica”. Ma secondo il portavoce di Articolo21, Giuseppe Giulietti, ”invece di buttarla in caciara sarebbe il caso che, in modo serio e intelligente, si cominciasse ad affrontare proprio l’oggetto della trasmissione di Santoro e cioè l’assoluta gravità e indecenza della violenza dei minori, della mercificazione, del sopruso nei confronti dei soggetti più deboli e indifesi. Piuttosto che continuare a sollevare sterili e strumentali polemiche”. Da ADN Kronos ____________________________________________________________________________________________________________________________________ DI SEGUITO I VARI ARTICOLI DI AVVENIRE: la trasmissione di Santoro (01 giugno 2007) Preti pedofili, sottili veleni ad Annozero di Umberto Folena Stasera parliamo di casi singoli. Lo ripeto tre volte. Sono contrario alle generalizzazioni”. Ieri sera Michele Santoro sceglie, apparentemente, l’esordio morbido per la puntata di Annozero che parte dal documentario della Bbc sui preti pedofili. Tensione palpabile. La regia, memore della lezione di Sergio Leone, indugia sui primissimi piani degli ospiti: monsignor Rino Fisichella, rettore della Lateranense; don Fortunato Di Noto dell’associazione Meter; il matematico Piergiorgio Odifreddi; e l’autore dell’inchiesta per la Bbc, il giornalista Colm O’Gorman. Il filmato andrà in onda dopo le 22: ci sono i bambini davanti al televisore, meglio aspettare vadano a letto. E allora è subito duetto, o duello cortese, con Fisichella. Il documento del 1962, il presunto “segreto” sui casi di pedofilia? “Un fraintendimento, si tratta del segreto processuale”. Fisichella ha spazio, o meglio se lo prende con fermezza. Dimostra agevolmente come nella Chiesa non ci siano false reticenze. Contiene perfino Piergiorgio Odifreddi. “La persona vittima di abusi - precisa Fisichella - deve presentare denuncia”. Di Noto ricorda che la pedofilia “è un problema serissimo, ideologico. Esistono lobby culturali di pedofili”. Ma il tema cade subito. Tocca al filmato. Santoro gira a Fisichella l’accusa di fondo: la Chiesa è omertosa? “Provo tristezza profonda per le vittime innocenti, che vanno rispettate. E tristezza perché i colpevoli non sarebbero mai dovuti diventare preti. Si sono macchiati di un crimine tra i più orribili e non può esserci omertà alcuna. Hanno danneggiato anche la Chiesa, gettando discredito su tanti preti bravi, generosi, onesti. Però abbiamo visto non un servizio giornalistico, ma un film. Senza contraddittorio”. O’Gorman non ci sta: la Chiesa non fa abbastanza, i bambini abusati vogliono morire… Il tentativo è di far passare la Chiesa per inerte e insensibile. Fisichella non ha niente da nascondere: “La Chiesa sta facendo, eccome. Ma dire che in passato è vissuta solo di bugie, è una menzogna”. Sarà che ha troppi occhi addosso, sarà che Fisichella lo marca stretto, ma il Santoro di ieri sera - fino alle 23.10, quando il giornale è andato in macchina - era apparentemente il Santoro più controllato dell’anno. Don di Noto: pochissimi i sacerdoti condannati (31 maggio 2007) «Preti pedofili? la chiesa non ha paura della verità» di Lucia Bellaspiga Il grido di centocinquanta milioni di bambini straziati dovrebbe spaccare la Terra. Invece fa poco rumore, la pedofilia, quasi nulla rispetto alla devastazione che lascia dietro di sé: un olocausto bianco che non risparmia nemmeno più i neonati nei loro primi giorni di vita. La piaga, dalla parte degli abusanti, non esclude nessuno: professionisti, medici, avvocati, professori… Anche insospettabili padri di famiglia, i cui figli hanno la stessa età dei bambini che loro comprano nei bordelli della Cambogia o di Cuba, usano e poi lasciano lì per il vizio di altri ricchi clienti: avanti il prossimo. Fa troppo poco rumore, la pedofilia. Tant’è che tutto questo può avvenire, e alla luce del sole: basta “cliccare” - come si dice - in Internet per avere accesso a ogni “servizio”. E tra i siti ce ne sono una marea che apertamente - ma soprattutto impunemente - fanno apologia di reato in nome di un aberrante “orgoglio pedofilo”. È un crimine duro da debellare: da una parte le raffinate tecniche informatiche corrono veloci (un sito pedo-pornografico scompare nel giro di pochi minuti senza lasciare traccia, e non conosce confini geografici), dall’altra il giro di miliardi crea una rete internazionale organizzata e potente. È contro tutto questo che conduce la sua guerra don Fortunato Di Noto, il “prete antipedofilia” partito da Avola (Siracusa) per sferrare il suo attacco alle grandi lobby criminali: oggi vive sotto scorta (e sotto minaccia), dopo aver scovato in 15 anni - e denunciato alle polizie di tutto il mondo - 165mila portali pedopornografici. Lei, un sacerdote, con l’associazione “Meter” è ormai la bandiera della lotta alla pedofilia. Come giudica le accusa alla Chiesa di proteggere i preti pedofili? La Chiesa non ha alcuna paura di dire la verità: esistono anche preti pedofili, come esistono psichiatri pedofili, avvocati pedofili, giornalisti pedofili, panettieri pedofili o magistrati pedofili, ma non è che quindi tutta la magistratura è da mettere sotto accusa. Il problema non è una categoria ma l’uomo: la pedofilia esiste e può interessare abbienti o poveri, analfabeti o docenti universitari, in bassissima percentuale persino le donne. Ma a fronte di rarissimi casi di colpevolezza esistono invece centinaia di migliaia di suore e sacerdoti che spendono la loro vita per l’infanzia abbandonata, ai margini del mondo. La Rai, per la trasmissione “Annozero” di Santoro, ha comprato un video dalla Bbc interamente ed esclusivamente dedicato ai preti pedofili: un modo discutibile di fare informazione… A Santoro, attraverso la stampa, ho ricordato che la pedofilia non è un talk show da salotto ma qualcosa di terribile. Perché non fa un lavoro serio e non denuncia le potenti lobby pedocriminali sparse nel mondo? Gli do io le liste con tutti i nomi, e gliele do gratis, non ai prezzi della Bbc… Un’inchiesta vera deve colpire il problema al cuore, non basta occuparsi di una marginale minoranza: lo dice uno che alle autorità ha segnalato anche alcuni preti pedofili. Che spessore ha realmente il fenomeno? I dati ufficiali del Viminale parlano chiaro: il 30% degli abusanti sono conoscenti o partner occasionali della madre, il 19% familiari, poi vengono gli extrafamiliari: operatori della scuola, educatori dei circoli ricreativi, allenatori, eccetera, e solo in coda, per l’1%, sacerdoti o catechisti. In 20 anni le denunce in Italia a sacerdoti presunti pedofili sono una quarantina, di cui oltre la metà poi risultati innocenti. Se consideriamo che in Italia ci sono 40mila preti e che quasi tutti si occupano di accoglienza minori, di immigrazione giovanile, case famiglia, orfani, si capisce quanto il fenomeno sia percentualmente irrilevante… Non lo è, però, dal punto di vista morale: da un religioso si pretende molto di più che da un laico. E quando sbaglia, a noi laici fa più impressione. Quando ad abusare di un minore è un rappresentante della Chiesa, il crimine è ancora più orrendo perché in contrasto con la missione di chi dovrebbe agire in persona Christi, quindi va condannato senza riserve. Ma questi pochi casi - io ne ho incontrati tre su decine di migliaia di pedofili, e sempre ho trovato piena collaborazione dai vescovi - non devono far dimenticare la stragrande maggioranza di religiosi impegnati con dedizione nel mondo, spesso a costo della stessa vita. Ogni anno decine di missionari vengono trucidati perché proteggono le frange più deboli e indifese delle popolazioni, di questi però Santoro non parla mai. Così come del reale problema… Quello della pedocriminalità. Che è l’altra faccia della pedofilia: in Italia l’anno scorso sono scomparsi 1.698 bambini, dati della Polizia di Stato. E nel mondo 2 milioni di bambini ogni anno sono sfruttati a fini pedopornografici on-line. Per non parlare dei 380mila volti di piccoli entrati nel data-base delle Polizie e che nessuno sa rintracciare e salvare. L’accusa alla Chiesa è di voler insabbiare. Qual è la sua esperienza al proposito? La Chiesa ha sempre collaborato con le forze dell’ordine, anche nel recente orrendo caso di don Dessì, condannato a 12 anni di carcere. Però qualsiasi indagato ha diritto alla presunzione di innocenza finché non c’è una condanna, e un prete non fa eccezione. Comunque tutti i sacerdoti denunciati hanno sempre avuto il loro processo e, se condannati, sono stati sospesi a divinis e restituiti al laicato: è la Chiesa la prima a non poter accettare un crimine tanto disumano. Ma ricordo anche il calvario di preti ingiustamente accusati e riabilitati dopo immani sofferenze: don Govoni fu prosciolto quando ormai era morto di crepacuore. C’è invece un’altra realtà molto preoccupante: il dilagare di un ingiustificato e violento attacco alla Chiesa cattolica, ad esempio sui banner pubblicitari dei siti Internet, del tipo “tenete lontani i vostri figli dai preti…”. Una pseudo-cultura senza alcun fondamento: chi fa quelle vignette non ha mai visto, come ho visto io, le vittime degli abusi, forse non sa che cosa vuol dire un piccolo violato a dieci giorni, una bambina lacerata per tutta la vita, se no non si metterebbe a giocare ma lavorerebbe con noi. Santoro lo sa che gli sportelli “Meter”, che danno assistenza alle vittime, sono sostenuti dalla Cei? Il video della Bbc è molto parziale, dunque inattendibile. Eppure è stato comprato, e con i soldi del contribuente… Io non so quanto è stato pagato, ma con quei soldi la Rai poteva aiutare i centri in cui si recuperano le migliaia di bambini asiatici abusati dai turisti del sesso italiani. Quel video mostra un documento del 1962. Dico 1962: un documento «superato» nel 1983 e poi seguito da una serie di grandi evoluzioni, tra cui il discorso di Papa Wojtyla ai vescovi americani in cui parla senza mezzi termini di “crimini contro l’umanità”, o il severissimo monito di Papa Ratzinger, che tra l’altro ha prolungato fino ai 28 anni di età della vittima il termine di prescrizione nella giustizia ecclesiastica… Per lo Stato, invece, dopo 10 anni dall’abuso sul minore c’è la prescrizione: la si fa franca. Appunto. La Chiesa è molto più severa.
Da tempo gira in rete il documentario della tv inglese BBC, a proposito delle presunte coperture da parte della chiesa cattolica a favore di quei preti che si sono macchiati del reato di pedofilia, di cui in questi giorni il giornalista Rai Michele Santoro, ha chiesto l’acquisto per la messa in onda, e che ha sollevato una marea di polemiche da parte vaticana, dove in un articolo del quotidiano Avvenire ne critica la forma e la sostanza del medesimo.
Partendo dal presupposto che la ricostruzione storica fatta da Andrea Galli sia corretta, restano degli interrogativi sia di ordine penale - per la giustizia non solo italiana - ma sopratutto di ordine etico-morale, a riguardo gli stessi insegnamenti dottrinali della Chiesa Cattolica.
L’articolo fa riferimento al regolamento canonico – emanato dallo Stato della città Vaticano – inerente le procedure da attuare, solo in sede ecclesiastica, se avvengono atti di violenza di clerici nei confronti di minori, trincerandosi dietro che “ in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l’autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell’ergastolo”; il che sembrerebbe un modo alquanto peloso e penoso d’accantonare obbligo morale di un vero Cristiano, di un buon cattolico, e sopratutto di un esponente del Clero, utilizzando secondo convenienza, le leggi dello Stato italiano, riservandosi il diritto di giudicare il clerico secondo la legge ecclesiastica vaticana, gli accusati di pedofilia, dimenticando, che il sacerdote stesso, non avendo passaporto vaticano, ma italiano,o di altri Stati, è responsabile davanti alle leggi dello Stato d’appartenenza, o del Paese straniero dove è inviato a fare apostolato.
Fa paura, come il concetto relativistico – così esecrato a parole dal Santo Padre – sia usato in modo strumentale e arbitrario, non per difendere la parte lesa, ossia il minore, ma per tutelare uno spregevole agli occhi di Dio e dell’uomo, condannato da Gesù stesso e chiaramente descritto nel Vangelo di Marco 9.42, dove il Cristo dice: “Chi scandalizza uno di questi piccoli che credono, è meglio per lui che gli si metta una macina da asino al collo e venga gettato nel mare”. Certo il messaggio del Vangelo è simbolico, ma un reato di tale portata, non può essere pretestuosamente difeso a favore di quanti si sono lordati di tale infamità.
Formalmente non si può accusare il Vaticano d’aver sottovalutato il problema, ma se di errore in malafede, o buonafede si può parlare, è stato quello di non aver collaborato con le istituzioni giudiziarie, nascondendosi probabilmente dietro il vincolo di segretezza della confessione, usando strumentalmente la religione per tenere celato un disordine morale, psicologico, personale e sociale del clerico che si abbandona ad atti pedofili, per paura di compromettere l’immagine della Chiesa stessa.
La Chiesa – anzi le istituzioni dello Stato Vaticano – non dovrebbe sentirsi assediata, ma essere felice della costante attenzione che i media nazionali, anche informatici, dedicano alla medesima, perchè è uno sprono verso quella santità divina a cui l’uomo - secondo il ministero cattolico - dovrebbe assurgere.
Trovare scandalizzante il comportamento di quanti mettono a nudo le infamità umane, celate anche sotto le tonache, dove la Chiesa non dovrebbe aver timore di denunciare alla giustizia secolare quei criminali contro l’uomo e contro Dio che vivono dentro le Sacre Mura nel mondo, è uno errore sopratutto nei confronti dei fedeli, dei semplici, che hanno come desiderio una chiesa sana, non pilatesca, che si nasconde dietro codici e codicilli legulei come azzeccagarbugli, che deve salvare la forma e l’apparenza, nascondendo al grande pubblico la sostanza nera e maligna che si annida al suo interno.
Marco Bazzato
21.05.2007
Il giornalista in dirittura d’arrivo per l’acquisto del documentario sui preti pedofili
Landolfi: “Cappon lo fermi, la Rai non è un plotone d’esecuzione contro la Chiesa”
ROMA - Di notizie ufficiali “in senso contrario” non ne ha ancora ricevute. Quindi, “essendo ogni cosa a posto dal punto di vista dell’iter burocratico aziendale, mi aspetto che domattina vada tutto a posto”. Michele Santoro fa il punto sulla sua richiesta di acquisto (”Per la quale non ho bisogno di autorizzazioni particolari”) dell’inchiesta Sex Crimes and the Vatican, intorno al quale vuole costruire una puntata del suo Annozero. Ovvero il documentario mandato in onda nel 2006 dalla Bbc e diffuso su internet nelle settimane scorse, tanto da diventare un vero fenomeno della Rete, grazie anche alla traduzione con sottotitoli in italiano. Un film (che la Cei ha già bollato come “ infame calunnia“) che racconta alcuni casi di pedofilia che coinvolgono ecclesiastici negli Stati Uniti, in Irlanda e in Brasile, e soprattutto mostra il ruolo avuto, nell’insabbiare gli scandali, dall’allora cardinale Joseph Ratzinger.
La questione agita la Rai. Il presidente della commissione di Vigilanza, Mario Landolfi (An), appreso che “la direzione generale si accingerebbe a esaminare la proposta d’acquisto” del documentario, auspica che il direttore generale dell’azienda, Claudio Cappon, “non aderisca alla richiesta” del giornalista: lasci pure a Santoro “la palma del martirio - dice Landolfi - ma eviti di trasformare il servizio pubblico radiotelevisivo in un plotone mediatico di esecuzione pronto a fare fuoco sulla Chiesa e sul Papa”.
Un’esortazione “inaccettabile”, replicano Giovanni Russo Spena e Gennaro Migliore, capigruppo di Rifondazione in Parlamento e membri della stessa Vigilanza, che definiscono quella di Landolfi “censura preventiva” e osservano che “se dovessimo accettare imposizioni da parte delle gerarchie ecclesiastiche su questo terreno, sarebbe davvero gravissimo”. Il consigliere Sandro Curzi non dà giudizi sul documentario “perché non l’ho visto ma della Bbc mi fido molto: siamo un Paese strano, si loda sempre la Bbc e se ne fa un esempio per la Rai poi, appena si dice che Santoro vorrebbe usare questa inchiesta, le polemiche scoppiano in anticipo”.
Addirittura parla di “vendetta per il Family Day” il capogruppo di Fi in Vigilanza, Giorgio Lainati, che lancia l’allarme sul “livello di strumentalizzazione” della vicenda e sul fatto che “la sinistra comunista ha da tempo scatenato, sui media, in particolare nei programmi dei loro fiancheggiatori nella Rai, un’offensiva anticlericale su più fronti. Evidentemente - deduce Lainati - l’enorme successo del Family Day ha scatenato la sete di vendetta degli ambienti della sinistra più estrema”.
Intanto, Santoro ribadisce: “Gli ok di prammatica per questo tipo di acquisto ci sono tutti e, dal mio punto di vista, non c’è nulla che possa impedirlo”. Di fatto il giornalista, che ha il grado di direttore (ad personam) ed è responsabile editoriale della trasmissione, in onda il giovedì su RaiDue, può procedere a simili acquisti - si parla di una cifra di 20 mila euro - in forma autonoma, solo espletando una procedura burocratica.
Si è parlato di un nulla osta da parte di Antonio Di Bella, direttore del Tg3, che ha la vigilanza su Annozero ma solo relativamente all’applicazione della par condicio in questo periodo pre-elettorale (visto il rifiuto di Mauro Mazza, direttore del Tg2, cui sarebbe spettata per contiguità di Rete). Il nulla osta, quindi, può riguardare solo il fatto che il documentario della Bbc non influisce sugli equilibri della par condicio, ma non può avere relazioni con i suoi contenuti o, tanto meno, sulla valutazione se trasmetterlo o no. Valutazione editoriale che solo il direttore generale può assumersi.
(20 maggio 2007)http://www.repubblica.it/2007/05/sezioni/politica/rai-cda/santoro-documentario-bbc/santoro-documentario-bbc.html
Andrea Galli
Ognuno, evidentemente, si consola come vuole. O, meglio, come può. Così stupisce solo in parte che dinanzi alla vitalità cattolica documentata sabato scorso in Piazza San Giovanni, ci sia chi trovi benefico sfogo a rovistare nel bidone della spazzatura alla ricerca di qualche lisca di pesce o di qualche uovo in decomposizione. Confidando magari che qualche organo di informazione, più o meno clandestino, non faccia troppo lo schizzinoso, e rilanci generosamente il tutto, offrendo al proprio pubblico come sicuro il cibo ampiamente avariato.
Ci riferiamo ad un documentario su preti cattolici e abusi sessuali che, mandato in onda dalla Bbc nel 2006, viene oggi sottotitolato in italiano da Bispensiero, sito di amici siciliani di Beppe Grillo, e caricato su Video Google, dove pare abbia un certo successo. A proposito di bocche buone. Si tratta di un pot-pourri di affermazioni e pseudo-testimonianze che furono apertamente sconfessate a suo tempo dalla Conferenza episcopale inglese, la quale invitò l’augusta Bbc a “vergognarsi per lo standard giornalistico usato nell’attaccare senza motivo Benedetto XVI”.
Il pezzo forte del servizio infatti consisteva (e ancora consiste) nell’accusa rivolta a Joseph Ratzinger di essere stato niente meno che il responsabile massimo della copertura di crimini pedofili commessi da sacerdoti in varie parti del globo, in quanto “garante” per 20 anni - da quando fu nominato prefetto vaticano - del testo Crimen sollicitationis, che è un’istruzione emanata in realtà dal Sant’Uffizio il 16 marzo 1962. Da notare la data: nel 1962 infatti Joseph Ratzinger non era certo prefetto della futura Congregazione per la dottrina della fede, essendo in quel tempo ancora teologo molto impegnato nella sua Germania.
C’è da dire che quel documento veniva presentato dalla Bbc come un marchingegno furbesco, escogitato dal Vaticano per coprire reati di pedofilia, quando invece si trattava di un’impor tante istruzione atta ad «istruire» i casi canonici e portare alla riduzione allo stato laicale i presbiteri coinvolti in nefandezze pedofile. In particolare, trattava delle violazioni del sacramento della confessione. Da notare che l’Istruzione richiedeva il segreto del procedimento canonico per permettere ad eventuali testimoni di farsi avanti liberamente, sapendo che le loro deposizioni sarebbero state confidenziali e non esposte a pubblicità. E di conseguenza anche la parte accusata non vedesse infamato il proprio nome prima della sentenza definitiva.
Insomma, un insieme di norme rigorose, che nulla aveva a che fare con la volontà di insabbiare potenziali scandali. E che il testo Crimen Sollicitationis non fosse pensato per tale fine lo dimostrava un paragrafo, il quindicesimo, che obbligava chiunque fosse a conoscenza di un uso del confessionale per abusi sessuali a denunciare il tutto, pena la scomunica. Misura che semmai dà l’idea della serietà del documento e di coloro che lo formularono, se si pensa che in base alla legge italiana il privato cittadino (tale è anche il vescovo e chi è investito di autorità ecclesiastica) è tenuto a denunciare solo i crimini contro l’autorità dello Stato, per i quali infatti è prevista la pena dell’ergastolo.
Senza contare che Joseph Ratzinger, più tardi diventato sì prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avrebbe firmato - ma siamo nel maggio 2001 - una Lettera ai Vescovi e altri Ordinari e Gerarchi della Chiesa Cattolica, pubblicata anche negli Acta Apostolicae Sedis, dove si prevede espressamente che “il delitto contro il sesto precetto del Decalogo, commesso da un chierico contro un minore di diciotto anni”, sia di competenza diretta della Congregazione stessa. Segno, per chi abbia un minimo di buon senso giuridico, della volontà romana non certo di occultare, ma di dare piuttosto il massimo rilievo a certi reati, riservandone il giudizio non a realtà “locali”, potenzia lmente condizionabili, ma ad uno dei massimi organi della Santa Sede.
Questa, e non altra, è stata la posizione della Chiesa cattolica sui reati ad essa interni di pedofilia. Questa, e non altra, la limpida testimonianza del nostro Papa che in tempi non sospetti si scagliò contro la sporcizia nella Chiesa.
I calunniatori dovrebbero chinare il capo e chiedere scusa.
Fonte: Avvenire (Italian press)
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